giovedì 4 agosto 2011

LA MIA TRIBÙ
Sono giorni strani. Perché la mia tribù è decimata dalla ferie. Per cui devo riflettere su quanto valga. E su quanto valga di meno io, senza di loro. Certo, non mi riferisco a tutti, ma qualcuno mi manca davvero. Così lo penso. E mi viene in mente Rino che, invece, mi mancherà per sempre. Ma vi voglio pure dire degli altri. Di alcuni di loro. Anche se oggi mi mancano un po’ tutti.
E Marietto è quello che mi manca di più. Che se n’è andato in Spagna. Ed io vi confesso che per lui ho un debole. È il mio preferito. Forse perché è giovane, forse perché è metallaro (e ciò non lo si trascuri mai), ma il ragazzo c’ha pure un x-factor coi contro-cazzi. È il mio jolly. Il genio dell’informatica. E, siccome in informatica tutto è possibile, Marietto è uno che fa i miracoli. Ma adesso è su una spiaggia nei paraggi di Malaga. Avrà ancora gli occhi gonfi per ieri sera. E probabilmente starà vomitando sulla sabbia.
Poi mi manca Martina. Che è la persona che ogni giorno mi sta più vicina. E che viene subito a ruota di Marietto solo perché la amo. Ed all’amor non si comanda. Devo infatti ammettere che non l’avrei mai tenuta dopo lo stage. Non ci aveva capito un cazzo allora. Ma era troppo carina. Troppo bella. Troppo disinibita per non concederle l’occasione che poi avrebbe meritato. E ci ho visto lungo. Anche se ora sarà a far colazione in un bar della sua Palermo. Colazione di cannoli. E starà facendo impazzire ogni astante. Con le sue cosce ben tornite. E quel rotear di caviglia che solo lei sa agire. La stronzetta.
Ma veniamo a Pietro. Che non me l’ha detto. Ma, ovviamente, sarà in montagna. Pietro. L’uomo che non conosce la fatica. Di certo non un genio ma un lavoratore indefesso. Uno che le montagne le sposta. Solo che alla fine non gli devi chiedere quante ne ha spostate perché non lo saprebbe. Ora sarà sulle Dolomiti. Forse sul Pordoi. A cercare di contare le vette della Marmolada. Ma non ce la farà. Anche se poi potrebbe salirci sopra come nemmeno un camoscio saprebbe fare.
Ed ora mi fermo qua. Perché sto diventando troppo romantico e non mi piace. E perché sono una quarantina di persone e non ho tempo per tutti. Come sempre. Ma è una bella tribù che d’estate si separa ma per il resto dell’anno esegue una rigorosa testuggine. E non son pochi. Sono forti. Sono fedeli. Ed io sono fortunato. Con loro potrei arrivare ovunque. In fondo, anche se sul Granma erano un’ottantina, erano rimasti solo 12 quando attaccarono la Moncada. Insomma, basta davvero poco per fare una rivoluzione.
Y la historia me absolvera. Pure a me. Ne sono certo.