mercoledì 3 agosto 2011

LED ZEPPELIN - I
Da pochi giorni la dea ha aperto il suo cazzobook. Ed io non mi sono tirato indietro, partecipandovi col solito ardore che mi contraddistingue ogni volta che sono coinvolto in cose porche. Ma poi mi ha chiesto una recensione. Ed io sono andato in difficoltà. Perché, a ben pensarci, io sul mio cazzo non ci rifletto mai. O perché, al limite, è lui che qualche volta pensa in mia vece. Ma non è giusto. Dunque mi sono impegnato a meditarci un po’ su. Ed è venuta fuori una sorta di piccola epopea penica in sei atti. Dei quali voglio offrirvi sintesi in altrettante fasi.
Fase 1: la piccolezza. È il periodo in cui il cazzo esiste ma non serve. È la pace totale perché non c’è nemmeno il ricordo. Si consideri che lo si usa solo per pisciare. E pure quella è cosa opzionale, almeno finché porti il pannolone.
Fase 2: la scoperta. È quando esso comincia a muoversi. È il momento della tribolazione. In cui ogni femmina sulla faccia del pianeta incide sul cazzo col potere detonante del tritolo. Sono anni difficili. La pace è un ricordo lontano. Ed il gioco si fa davvero duro. E non soltanto il gioco.
Fase 3: l’autonomia. Ossia il periodo in cui il cazzo comincia a vivere di vita propria. E non lo governi. Ogni obiettivo che mette nel mirino deve essere suo. Qualsiasi femmina è femmina ed ogni buco è pertugio. E, con le acquisite certezze pisellesche, il soggetto si aggira per il mondo impavido e pericoloso.
Fase 4: il criticismo. Ossia il cazzo comincia a diventare selettivo. Come se una certa forma di intelligenza si impadronisse di lui. È il momento in cui non basta più essere femmina. Bisogna essere una gran bella femmina. Ed è una fase complicata. Ma estremamente affascinante. Ed avvincente.
Fase 5: l’era matematica. Tutto l’universo femminile è ormai diviso in piccolissimi insiemi. E il cazzo punta, stoltamente, sull’insieme più piccolo. Ed è una fase contorta. Macchinosa. Perché vuole solo belle donne. Ma il potere detonante si attiva con la sincrona esistenza di un fascino che deriva da altri mille ed assai rari fattori.
Ora, sinceramente, io non sono ancora sicuro di essere arrivato in questa fase. Forse lo sa il mio pisello per me. Ma io non lo so. Non me l’ha mai comunicato. Diciamo che probabilmente oscillo ancora tra la fase 4 e la 5. Ma non ci sto molto a pensare su. E, semmai, mi preoccupa la fase 6. Che immagino sia quella in cui il mio cazzo prenderà vigore soltanto ascoltando il primo disco dei Led Zeppelin. Che questa efficacia ce l’ha sempre avuta. In ogni stadio della storia mia e del mio cazzo. Per cui, generosamente, ho deciso di postarvelo al termine di questo ultrasuono più cazzuto che mai.
Dunque qui ci sono le pillole di viagra fatte di musica.