giovedì 28 luglio 2011

CHI ALBERGA IN QUELLA SIEPE?
Li vedo sempre. Perché è da quando sono finite le scuole che ogni sera li trovo a palleggiare nel cortile condominiale. E stanno sul cazzo a tutti. Perché le pallonate si sprecano. Come siluri. Che rasentano vetri, finestre, anziani signori che tornano a casa stanchi. Ma a me stanno simpatici. Forse perché sono quello che vorrei essere io. Ossia un decenne senza problemi. Spensierato. Senza ansie. Senza paure. Con la sola preoccupazione di dover rincorrere un pallone che, per quanto sferico, manifesta difficoltà ben inferiori rispetto alla rincorsa affannata di altre e più eccitanti rotondità. Sono esseri felicemente inconsapevoli. Che verrà pure per loro quel tempo. E nulla sarà più come prima. Nel bene e nel male. Ma per ora c’è solo quella sfera di gomma. Da azzannare. Da prendere a calci in culo. Magari sognando la serie A.
Così, quando passo di lì, li aiuto spesso nel recupero dell’ennesimo pallone scagliato a gran forza contro una porta immaginaria e spesso mancata. Mi esibisco in colpi di tacco con le scarpe di cuoio che nemmeno Zizou saprebbe fare. E ieri sera, di nuovo. Palla!!! Mi guardo attorno. Signore… pallaaa! Ma dove cazzo sta la palla? Guardo meglio e non la vedo. Signore… ma è nella siepe.
Cristo santo. Come cazzo ha fatto ad infilarsi lì dentro? In alto. Ma dentro. Ben dentro. Letteralmente conficcata nel cuore di quella siepe di merda che mi domando perché non la potino mai. Così devo infilare tutto il braccio per arrivare a prendere quel pallone. Ma ad un tratto qualcuno mi morsica. O mi punge. Un dolore della madonna. Lancinante. Che bastardi. E il dito si gonfia. Nani di merda che non sono altro. Il dito si paralizza. La prossima volta mi dovrò fare i cazzi miei.
E torno a casa. Bestemmio. Impreco. Racconto. Ci passo il Fargan. Ma niente. Gli antistaminici non servono mai ad un cazzo. Che due bastardi. Ripenso. E se un giorno uno di loro si fidanzasse con la biondina? Piuttosto la morte. Io li odio quei due nani. Che non sanno nemmeno prendere un pallone di collo pieno. Nani dal futuro segnato. Saranno uomini di merda. Lo so. Tipi da sofà.
E comunque non ho ancora capito chi albergasse in quella siepe. Chi cazzo mi abbia morso o punto. Chi abbia osato tanto. Sta di fatto che oggi ho un dito paralizzato. Ed è inutile dire che si tratta del dito medio.