mercoledì 20 luglio 2011

IL MIO CULO PER XTC
Volendo parlare del mio culo mi sono trovato in grave difficoltà. Credo sia dovuto al fatto che per me il culo non è mai stato il mio culo. Ma il culo degli altri. O meglio. Il culo delle altre. Perché, pur avendoli ospitati goliardicamente nel mio culobook, non sono mai stato avvinto da certi peluches che lì fanno “bella” mostra di se.
Il culo di femmina, invece, è la mia morte. La mia suprema debolezza. Il solo dio in cui credo. E su quello non c’è cazzo che tenga. E non c’è niente da aggiungere a quanto già talmente noto ed evidente.
Ma veniamo al mio. Di culo. E l’unica esperienza degna di nota che mi torna in mente dagli anfratti della memoria risale ai tempi del liceo. E riguarda quel giorno in cui le nostre compagne di classe fecero un sondaggio per stabilire i migliori culi maschili tra quelli che si aggiravano tra i verdi banchi.
Come potete facilmente immaginare (vista la materia in concorso) le femmine erano arrivate seconde. Perché è lampante che noi, su di loro, avessimo già stilato da un bel pezzo la classifica generale. Che comunque era graduatoria assai dinamica. In continuo aggiornamento. Perché qualcuna ingrassava. Un’altra cedeva sotto i colpi dell’anoressia. Mentre qualcun’altra fioriva in leggero ritardo rispetto alle altre, scalando posizioni su posizioni. La Colette, però, era sempre stata la prima. Culo che non si scorda. Nemmeno dopo decenni.
Fatto sta, però, che una classifica sui culi maschili mancava proprio. E le ragazze si adoperarono per colmare questa - a loro dire - tremenda lacuna.
Ed arrivai secondo. E non ne fui sorpreso. Perché pensavo fin dall’inizio che avrei potuto occupare una posizione sul podio. Considerata qualche assenza per varicella e i ciccioni del primo banco che non avevano grandi chances di piazzamento. Fu così che ritirai con fierezza il mio premio. Ed alla fine della mattinata portai a casa il mio bel culo d’argento.
Ma, mentre il mio culo da podio si crogiolava sul sellino della mia gloriosa Honda NS125F, mi scosse la mente un atroce dubbio. E se le ragazze, non soddisfatte, avessero indetto un concorso sul miglior cazzo? Che tragedia sarebbe stata! Andavo in una scuola dove due su tre erano maghrebini. E mi sarebbe probabilmente toccato il cucchiaio di legno. Non restava che cambiare scuola per non correre il rischio. Ma niente. I miei non vollero. Ed a quel punto mi si imponeva di diplomarmi in fretta. E questa fu una delle ragioni per cui iniziai a studiare. E da quel giorno cominciai a farmi il culo.