giovedì 14 luglio 2011

LOUDNESS - DEVIL SOLDIER
È ormai evidente che la pessima consuetudine anglosassone di risparmiare l’acqua per i lavaggi di culo sta contaminando tutto il mondo. Così, pure in estremo oriente, ci si comincia a dimenticare del bidet. Anche negli hotel di superlusso.
Solo che i giapponesi hanno sempre una pensata in più. Così capita che, quando vai al cesso e stai ben seduto sulla tazza per evacuare gli eccessi di sashimi e yakitori, ti trovi alla tua destra due pulsanti. Uno per lavarsi il di dietro. L’altro per il davanti. E bisogna solo fare attenzione a non sbagliarsi. Soprattutto se sei uomo e se intendi rimanere tale. E si consiglia di far sempre le prove-pulsante con l'acqua tiepida. E di evitare che violenti getti di acqua rovente riducano i sacrosanti a due ravioli al vapore. Perché vi giuro che può capitare.
Però, il Giappone è pure un paese moderno. E dovete sapere che nei cessi di prima classe di pulsanti ce ne sono tre. Uno è per il culo. Il secondo per il pisello. E il terzo? A che cazzo serve? Provo a schiacciare? Rischio? Rischio. Ed esce una musichetta ulteriormente selezionabile sempre attraverso la medesima manopola. Rock. Pop. Classica. Metal.
Ovviamente decido di cagare a tempo di metal. E si materializzano i Loudness. Me li ricordo. Forse ho pure qualcosa. Si. Ce l’ho. Non li ascolto mai ma ce l’ho. E deve essere proprio questo disco qui.
E sashimi e yakitori vanno ad aumentare il volume delle fogne di Osaka. Mentre i pionieri del metallo giapponese riempiono la toilette. Di tempi andati. Di capelli a vento. E di inenarrabili olezzi d’oriente.
E poi tiro lo sciacquone. Qui.


Loudness

PARIGI: Louvre, La liberté guidant le peuple (Delacroix)