lunedì 4 luglio 2011

SI ESTINGUANO GLI ENTUSIASMI
Negli ultimi tempi il despota ha chiaramente vacillato. Perde consensi come i capelli. E i sondaggi lo ridimensionano in par misura al suo potere erettile. Così qualcuno ricomincia a sorridere, ben sapendo che non esiste un viagra politico che possa rinvigorirlo. Come se all’orizzonte si vedesse l’arcobaleno.
Ma quell’arco multicolore è una finzione. Ed io non mi esalto.
Una prova l’abbiamo avuta pure ieri. Anche se è sempre bello vedere qualcuno che sale sulla montagna a combattere, a fare resistenza, non si può non notare che, dinanzi al dissenso, fanno tutti la testuggine. Destra e sinistra insieme. La destra per definizione. Mentre la sinistra, come suo solito, dando un colpo al cerchio ed uno alla botte. Parole di conciliazione. Ma ferma condanna.
È ormai lampante che tutti vogliono l’alta velocità. Troppo evidente il contrasto al popolo dei contrari. Dunque la TAV si farà. Per queste ragioni. Perché c’è da mangiare per tutti. Tutti loro. E a nulla importa se non servirà a un cazzo. E a nessuno frega niente se ci saranno ipercosti e case e terreni sfollati. C’è denaro pubblico da spendere. Per farlo diventare privato e, di conseguenza, proprio.
Dal canto mio, avendo mezza famiglia in Francia e mezza in Italia, vi posso garantire che di un’opera del genere non me ne frega un cazzo. Se voglio far presto prendo l’aereo. E, alla luce dei prezzi praticati dalle FFSS sul Freccia Rossa, direi pure che mi conviene. Per quanto concerne il trasporto merci c’è pure da dire che Italia e Francia non si scambiano quasi un cazzo, ognuna convinta - come in ogni derby che si rispetti - che i suoi prodotti siano meglio di quelli dell’altra.
Però noto come la Val di Susa sia stata comunque lasciata sola. Un po’ come i siciliani con quel merdosissimo ponte. C’erano soltanto loro. E quindi ben venga il vituperato Grillo a rimarcare la protesta. Sono certo che lui stesso, grande conservatore, non volesse definire eroi quanti erano nel bosco ma solo i partecipanti alla pacifica protesta per strada. Ma me ne fotto. È sembrata cosa diversa e a me va bene. Perché la battaglia sulla TAV è parte di una guerra più ampia sul bene comune, non diversa da quella sull’acqua, sul nucleare o sul lavoro. Molto più importante di quella sulla monnezza a Napoli dove basterebbe coltivare un minimo di senso civico e si insegnasse a fare la raccolta differenziata.
Ma sarà battaglia persa. Quindi tu, cara sinistra, non ti allarmare. Non ti cagare in mano. La farai sta cazzo d’opera. Fregandotene del volere della gente. Come sempre hai fatto quando è stato il tuo turno di guidare il paese. Esattamente come fanno loro.