martedì 28 giugno 2011

MERDA DI BARBONCINO BIANCO
Credo sia un nuovo inquilino del palazzo innanzi al mio. E l’avevo già notato da qualche mese. Sempre sulla strada. Sempre a fare un cazzo. Sempre a guardarsi attorno con un discreto fare da coglione. Anche perché un Uomo non va in giro con un barboncino bianco.
Poi, un giorno, mi è capitato di discuterci perché avevo constatato che suddetto barboncino adorava cagare qua e là senza che il padrone-coglione portasse via il suo prodotto fecale.
E, chissà perché, quel cane, appena vedeva quella striscia di 15 metri di vialetto che porta al portone del MIO condominio, gli veniva subito un intrattenibile stimolo. Possibile che lo nutrisse solo di croccantini alla prugna cotta. E non è colpa sua. Ma gli dissi che la cosa non era tollerabile. Educatamente prima. E molto incazzato poi, dal momento che faccia da coglione non riusciva ad assumere un’espressione diversa da quella di serie. Alzai la voce e gli urlai in faccia - e sputacchiando - che se l’avessi visto far cagare il cane lì un’altra volta lo avrei preso a calci in culo.
E, da allora, percorrendo il marciapiede innanzi a casa mia, non mi è più capitato di calpestare merda. Non che il barboncino non ci venisse. Solo che il padrone-coglione si era attrezzato per raccogliere ogni volta il suo mezzo chilo di merda fumante.
Ma ieri, ieri è accaduto l’imprevedibile. Dovete sapere che domenica sera avevo avuto il gran culo di trovare un parcheggio per la mia macchina proprio innanzi alla porta di casa. Così, rientrando dal lavoro, chi ti ritrovo lì davanti? Il barboncino. Che stava allegramente pisciando sui miei cerchioni del 17. E un metro più in là, legato ad un guinzaglio da frocio con tutti dei cornetti attaccati, il padrone-coglione. Che stava guardando per aria.
Non so che avreste fatto voi ma io ho terminato da un pezzo le mie scorte di tolleranza. Sono stufo. Stanco. Di certa volgarità. Della maleducazione. Ed ogni abuso va punito. Così ho aperto la macchina, ho cercato il crick nel bagagliaio e… no, non gliel’ho scagliato in testa perché nel frattempo il coglione mi aveva riconosciuto ed era scappato.
Ma devo avergli fatto paura. Mi pensa un folle. E che cristo. Mi teme. E stamattina non c’erano barboncini nei paraggi.