lunedì 27 giugno 2011

DIAMO CAZZO AL CAZZO E FIGA ALLA FIGA
Non essendo parte in causa, avevo ingerito con superficialità la notizia sul riconoscimento dei matrimoni gay nello stato della Grande Mela. Ma poi, sfogliando i quotidiani di ieri, mi è capitata sotto agli occhi una mappa mondiale dei diritti omosessuali e, potere del visual management, mi sono reso conto che dappertutto un diritto minimale è già stato conquistato, almeno sotto forma di unioni di fatto se non di matrimonio vero e proprio. Ed ovviamente, come atteso, non ho potuto non notare che l’Italia è il fanalino di coda. Il cucchiaio di legno. La maglia nera.
Noi siamo infatti appena una spanna sopra alla pena di morte prevista in taluni paese arabi. Insomma, i gay li lasciamo vivere. Ma, possibilmente, devono vivere male. Il concetto più o meno è questo.
Ora, è evidente che c’è lo zampino del VatikANO. Probabilmente solo perché i bambini si posso inculare ma non si possono sposare. E quindi essi hanno deciso per noi che la cosa sia contronatura.
Ma siccome pure io sono dell’idea che le arti e le azioni umane debbono accompagnare la natura e non forzarla, rifletto sul fatto che l’amore tra persone dello stesso sesso la natura lo ha invece ben previsto. Così come la sodomia o un cunnilinguo fra madame. Mi pare che siano attività esercitate pure nel mondo animale. Quindi legittimate dalle leggi naturali e dunque non proibibili da quelle dell’uomo.
Un po’ diverso ritengo sia il discorso sulle adozioni. Due donne possono avere dei figli. Si. In natura è sufficiente che una delle due si sacrifichi per 5 minuti con un uomo per poter procreare. Dunque, mi pare giusto che due lesbiche possano anche avere figli senza dover pagare questo “orrendo pegno”. Perché potrebbero arrivarci comunque, ad averne in altra maniera. Nel caso di due uomini, invece, la vedo proprio difficile di rimanere incinti con metodi naturali, quindi, e solo in questo caso, rimanendo nel perimetro dell’argomento, non sarei del tutto favorevole.
Ma, in genere, è evidente che la mia posizione è che pure l’Italia si debba svegliare, per lo meno per non fare sempre la consueta figura di merda di essere gli ultimi, di quelli venduti alla chiesa. In fondo le pur cattolicissime Irlanda e Spagna hanno concesso ai gay rispettivamente le unioni di fatto e i matrimoni.
Perché si tratta solo di civiltà. E vaffanculo ai preti.