martedì 21 giugno 2011

FELLATRICE PER UN GIORNO
A volte mi chiedo se sono io a non vedere le cose dal giusto punto di vista. Per cui non le capisco. Così decido di assumere sembianze diverse. Solo per un po’. Magari per un giorno. Per capire come sia la vita in quei panni così succinti. Se quello che io penso debba in qualche maniera essere confutato.
Quindi muto. Muto come Hulk. Come in X-Men. Ma muto talmente bene che in una scala di valori da 1 a 10 traguardo il limite massimo, diventando una figa senza tempo. Trasformandomi in olgettina. Una grandissima gnocca dalle cosce infinite che terminano soltanto su caviglie sottili. Tacchi del 20 e un’ammirevole arte nel saperli portare. E tette. Favolose immense tette, rotonde, pesanti, sode, aggressive, incoscienti della gravità che, se un giorno vorrà compiere il suo mandato, il buon dio ha comunque avuto la magnificenza di inventarsi pure il polidimetilsilossano.
Ma, a proposito, diciamo del culo, poi. Perché anche sotto questo aspetto non c’è competizione. Non c’è tenzone. Sono il miglior culo non vulcanizzato della bassa padana. Contengo ogni mira espansiva. Ed ogni perizoma che calzo, fa di me un’opera del Bernini.
Ma più di tutto, sopra a tutto, voi sapete che è la mia bocca che incanta. Carne come se fosse caucciù. Labbra di morbido cuore. Infinite. Atte solo a sedurre ed amare.
Così scodinzolo qua e là. Tra feste e fasti. Pompe. E mazzi. Perché sono disposta a tutto per un’ora di gloria. E i denari arrivano facili. Tanti. Belli. Rassicuranti. E non mi dice un cazzo nessuno. Perché non c’è nulla da dire. Proprio niente. È una vita da sballo. E di sballi. Sono una troia invidiata. Venerata. Anche se lo faccio solo da un giorno. E deve venire ancora la notte.
Così ora mi domanderete se mi sento di consigliare questa vita di luci e sfavillii. Ma io vi risponderò solo domattina. Che ho la sensazione che tutto sta nel vedere come sono le vostre capacità di ingoiare cazzi nella notte. Falli di settantenni. Rughe di pelle da ingollare senza spurghi di bile. Senza mettersi a vomitare.
Ma ora vi prego, smettetela di spalarmi addosso merda a quintali. Sono solo un’onesta fellatrice. E voi siete così barbari.