lunedì 20 giugno 2011

BOLLITO MISTO ALL’UGANDESE
I telegiornali sono merda. Questo è vero. Però, guardandoli mentre si mangia un boccone, talvolta forniscono lo spunto per riflessioni su cose che di norma non pensi e per cui nemmeno vai a cercarti l’informazione da altre parti.
Così mi è capitato di vedere un pezzo che mi ha fatto cariare i denti. Una di quelle notizie di cronaca locale che di solito mi rendono stitico alle prime tre parole dette.
Si parlava di quei vecchietti che vengono picchiati per lo più da badanti o, in qualche caso più grave, pure da più giovani parenti che si sono rotti il cazzo della sopravvivenza del congiunto che gli tarpa le ali pronte a spiccare il volo verso una vita ancora più oscena di quella che già probabilmente vivono.
A me gli anziani piacciono. Qualche volta sono un po’ noiosi. E non lo nego. Ma nutro un, a quanto pare, insolito rispetto per essi, soprattutto se vengono da percorsi di vita onesti. E starei ore ad ascoltare le loro storie che, sovente, sono lo specchio di esistenze più genuine delle nostre.
È pur vero che se non sono autosufficienti si fa dura. Ma ci sono dei perimetri. Invalicabili. E credo che i fatti denunciati da tante webcam siano un faretto acceso su una società ormai totalmente degenere. Siamo innanzi al peggior delitto. Addirittura più bieco della pedofilia. Perché c’è una grande differenza tra i due casi. Ed è la totale impossibilità di vendetta.
Il ragazzino, infatti, crescerà e, se avrà i controcazzi di competenza, verrà pure il momento in cui ti verrà a cercare per contraccambiare quel manico di scopa che tu gli hai piantato in culo decenni prima. Ma per un vecchio, purtroppo, ciò non vale. Non potrà mai più restituirti il conto.
Quindi per queste merde io auspico tribù di sodomiti cannibali. Neri priapici dai grandi cazzi. E pure amanti famelici del bollito misto all’ugandese.
Anche se mangiar merda non dev’essere cosa per niente ghiotta. E si sa.