giovedì 9 giugno 2011

I CETRIOLI HANNO PURE UN BATTERE
Ultimamente, curiosando sui vostri blog, ho notato un certo ottimismo per i referendum del fine settimana. Anzi, scorgo pure entusiasmo, quasi si trattasse di una buona opportunità. Per quanto mi riguarda, vi segnalo che l’evento in sé segnerà il mio ritorno alle urne dopo almeno una decina di anni di astinenza, dovuta essenzialmente alla mia scarsa propensione per la tenzone democratica perché, oggettivamente, la nostra democrazia è morta insieme al nostro dio.
Insomma, pure io, stavolta, mi sento di dire la mia. Che immaginate pure quale sia.
Però sento anche il dovere di non appassionarmi troppo e di riportarvi coi piedi per terra. Smorzando i facili entusiasmi. Perché, pur nell’auspicato caso di un plebiscito per il si, continueremo a prenderlo in culo per altri anni. Ed è giusto, almeno, essere sodomizzati con consapevolezza.
Al nucleare è doveroso opporvisi per le ragioni che spesso mi è capitato di sostenere anche nel blog. Ma dovete eliminare dalle vostre cazzo di testoline l’idea che si possa vivere di energia pulita in questo paese. Ve lo dico io che di rinnovabili ci campo. Perché queste fonti non ci possono dare l’autonomia necessaria per non tornare al tenore di vita di un secolo fa. Resteranno dunque indispensabili le centrali a combustibili fossili, a monnezza, e noi continueremmo a scannarci per le loro localizzazioni e, soprattutto, a morire di cancro.
Per quanto riguarda l’acqua, è corretto che un bene primario non debba essere una ragione di profitto, soprattutto in un paese dove la concorrenza non è mai esistita su nulla perché si formano subito i cartelli. Ben sappiamo che il libero mercato da noi funziona meno del comunismo, ci si mette sempre d’accordo e gli imprenditori aumentano le tariffe congiuntamente.
Ma si rifletta su sta cosa. La vittoria del si comporterà il permanere dell’acqua nelle mani della politica locale. E peggio dei politici ci sono solo i preti che, però, non si sono detti interessati alla merce, almeno al momento. Così gli acquedotti continueranno ad essere un grande buco, il servizio sarà sempre più carente e camperemo col fondato rischio di passare più tempo al cesso che a far l’amore.
Infine, il legittimo impedimento. Sarebbe una goduria vederlo alla sbarra. Ancora più arrapante sarebbe vederlo dietro alle sbarre. Ragioni per cui vale la pena fare questo tentativo. Ma non fatevi sedurre. Quello è un felino con ben più di sette vite. Troverà altre scappatoie e tra i bocchini di una decenne e una barzelletta sui sieropositivi, state certi, ce lo metterà in culo ancora per anni.
Se ci aggiungiamo pure che, nel frattempo, i cetrioli sembrano avere pure un battere, io non ci vedo proprio un cazzo da ridere.