martedì 7 giugno 2011

TOURIST TROPHY
Se vi piacciono le moto, e non vi possono non piacere visto che frequentate questo blog, non potete non aver mai sentito parlare del Tourist Trophy che si corre ogni anno sull’isola di Man.
Un tempo questa gara faceva parte del motomondiale. Poi, essendo stato considerata troppo pericolosa, venne esclusa dal calendario iridato, diventando una competizione per soli appassionati che letteralmente godono come ricci per tutti i sessanta km di un circuito tutto fra case, muretti, pali della luce, in condizioni climatiche spesso avverse, ossia totalmente inglesi.
Si tratta di una gara che viene svolta da oltre un secolo. E che, vista la sua pericolosità, ha spesso mietuto vittime tra i concorrenti.
Ed anche in questi giorni è accaduta la stessa cosa perché il Tourist Trophy di quest’anno ha contato tre piloti morti sfracellatesi qua e là lungo la pista. Ma, diversamente dal solito, stavolta la notizia è finita sui tiggì. E creato lo scandalo.
Ora, però, io dico questo. Chi si iscrive al Tourist Trophy non è obbligato. E chi lo va a vedere neppure. Chi partecipa lo fa perché gli piace e, conoscendo il rischio, decide spavaldamente di affrontarlo. Io sono tra quelli che pensano che sia una gara da uomini veri, diversi da quei bulicci che sanno solo correre per denaro tra covoni di paglia ed ampie vie di fuga a proteggergli il culo. Quindi, a mio avviso, di abolirlo non se ne deve nemmeno parlare.
E basta con questa storia del volere sempre proibire tutto. Basta proibire tutto ciò che non è convenzione. Non tutti vogliono campare come voi. Non tutti vogliono campare per sempre. Solo i nostri primi ministri credono nell’immortalità. Basta!
Io l’abilità e le palle per iscrivermi ad una corsa del genere non ce l’ho e non le avrò mai, però non voglio nemmeno sentirne parlare in questi termini da chi usa il culo solo per scaldare il divano di casa. Chiudete la bocca, avete rotto il cazzo.
E se non avete niente di meglio da fare, sedetevi in poltrona e godetevi il gioco dei pacchi.