lunedì 16 maggio 2011

SAXON - INNOCENCE IS NO EXCUSE
Di lui si raccontava che avesse calato un acido così potente che l’aveva instradato in un trip senza ritorno. E la leggenda narrava pure che la sera in cui ebbe inizio il suo itineriario lisergico riuscì a percorrere, a torso nudo e in espadrillas, tutto il tragitto che separa il vecchio Pharo al centro cittadino. Poi si sedette su una panchina dei giardini in Place De Gaulle e lì decise di rimanere per anni, a mendicare centesimi e a dire cazzate al vento.
Così noi andavamo sempre a trovarlo e con lui fumavamo le prime sigarette, vedendo eroicità in un coglione senza tempo a cui però piacevano i Saxon.
Era una sorta di amico più grande e il nostro divertimento maggiore era quello di farlo cantare.
She's a rock 'n roll gypsy / Don't go breaking my heart / She's a rock 'n roll gypsy / She's gonna tear me apart. Indubbiamente era il suo pezzo forte e lo cantava a squarciagola mimando pure il riff di chitarra.
Probabilmente i vecchietti che portavano a pisciare il cane pensavano che fossimo dei bulletti di quartiere che si prendevano gioco di un tossico di merda. Invece Sidì non si era mai bucato e a noi spalancava le porte ad un metal antico che nel seguito avremmo smesso di apprezzare ma che all’epoca ci riempiva di una sana e trasgressiva gioia.
Così oggi mi viene da chiedermi se Sidì sia ancora vivo. Di certo su quella panchina non lo si vede più ma mi piacerebbe saperlo felice da qualche parte accompagnato dal suo trip.
Perciò, se lo ritrovate fatemelo sapere. Ma soprattutto fatelo cantare e godete di lui. E se non potrete ascoltarlo in diretta prendetevi almeno la versione rimasterizzata di ciò che lui era.
Qui.

Saxon