martedì 10 maggio 2011

FEAR FACTORY - MECHANIZE
Precisiamo: a me l’iPod sta proprio sul cazzo perché ritengo ci siano svariate decine di prodotti migliori a prezzi più etici ma soprattutto perché, essendo diventato un gadget natalizio e quindi di massa, ora lo usano cani ed, in particolare, porci con modalità che definirei, appropriatamente, porchissime.
Così capita ogni giorno di salire sul bus e di doversi succhiare tutta la musica cafona dei tanti cafoni che popolano la città, personaggi che in nove casi su dieci non sono nemmeno capaci ad usare correttamente il tastino del volume e che ci sottopongono ai peggiori generi musicali, sempre all’altezza del molesto utente, quali pausini, tiziani ferri, avanzi di reality show e simil-truzz-techno-dance dai bassi artificiosi e prepotenti…
Dunque, pur avendo sempre odiato il mezzo pubblico, da quando esiste l’iPod lo detesto anche di più.
Però ieri sera, tornando verso il mio giusto riposo, mentre ero appeso alla solita colonnina del 37 come una ballerina di lap dance, e mi è capitato di sentire pezzi di questo disco che rimbombavano dagli auricolari del mio vicino, un ragazzetto con faccetta simpatica, barbetta di peluche ma viso vispo ed intelligente.
E tale non poteva che essere… perché in cuffia aveva i Fear Factory, i maestri del mechanical death metal, genere che non esiste ma che mi sono inventato io, ora.
Il lavoro in questione era Mechanize, un prodotto dello scorso anno, un dono inaspettato dopo il precedente scioglimento della band che era tornata per regalarci un’altra dose di sana rabbia, potenza, classe, e, perché no, talento autentico.
Certo, l’antico Demanufacture, a mio avviso, non può avere uguali ma questo disco ci ha riportati ancora una volta nel futuro, non rinnegando i vecchi principi di base che, come recita Wiki, restano sempre il rapporto uomo-macchina, l'astio verso la religione ed i problemi della società odierna.
Detto questo, adesso attaccati qui.


Fear Factory