mercoledì 20 aprile 2011

INCULATA ATOMICA
Normalmente io non compro e non leggo i quotidiani, ma stamattina, tra un croissant ed il cappuccino di ordinanza, mi è scivolata tra le mani La Repubblica. Così, tra una notizia di merda e l’altra, leggo pure quella sul “governo” che ha deciso di arrestare il programma nucleare. In breve, pare, e il pare è sempre d’obbligo perché queste merde si rimangiano sempre il giorno dopo quello che sostengono il giorno prima, che siano state abrogate le previste norme per la realizzazione di impianti nucleari nel nostro paese.
E quindi salterà il referendum del 12 giugno.
Così verdi, verdolini e verdi pisello si esaltano, esultano per una partita vinta prima ancora di essere giocata, si entusiasmano per il voltafaccia di un “governo” che scappa dalle sue stesse decisioni.
Ma non è così. Perché la catastrofe giapponese avrebbe permesso il raggiungimento del quorum, avrebbe comportato il trionfo degli antinuclearisti e si sarebbe trascinata con sé anche una vittoria contro la privatizzazione dell'acqua e contro il legittimo impedimento.
Siamo perciò di fronte ad un altro imbroglio di questi criminali che ci governano, una truffa che travolgerà le altre due iniziative referendarie, e i testa di cazzo che ora gioiscono sembrano inconsci del fatto che hanno vinto ancora gli altri, i vigliacchi di palazzo, perché rinunciando all’atomo si portano a casa la privatizzazione dell’H2O e soprattutto quella gran porcata al solo servizio del proprio capo.
Quindi: 2-1! E palla al centro. Perché poi potrebbero esserci pure i supplementari, e nulla vieta di ritirare fuori il piano nucleare tra qualche mese.
In fondo, ciò che conta qui è soltanto impedire la partecipazione popolare, il vero e solo legittimo impedimento.