venerdì 18 marzo 2011

5 X 150
Avrei voluto scrivere qualcosa su di ieri già ieri. Ma non ci sono proprio riuscito. Allora ci provo oggi. Solo che non ci riesco neppure adesso. Perché è come si mi avessero svuotato, togliendomi dalla bocca ogni parola e dalla testa ogni pensiero, lasciandomi solo un forte sentimento antinazionalista e veramente poco patriottico.
Mi chiedo per quale merdosa ragione i buoni propositi del presidente in me non siano riusciti a mettere radici. Ma io sono fatto proprio a culo. E non c’è un cazzo da aggiungere.
Così mi devo limitare ad un penoso elenco delle nefandezze viste in un giorno di festa che sarebbe meglio non tramandare ai posteri.
1: alla festa siamo stati tutti invitati. Ma abbiamo dovuto pagare noi visto che ci hanno tolto un preziosissimo giorno di ferie. Segno che in Italia continua la sopraffazione dei padroni.
2: Mazzini e Garibaldi erano repubblicani. 150 anni fa, invece, si instaurò una monarchia. Abbiamo dunque festeggiato un tradimento dei loro ideali. E, sicuramente, pure loro adesso stanno vomitando bile sotto le lunghe barbe incolte.
3: in Italia perdura la censura. Così non si sono fatti commenti e si è cercato di dimenticare i fischi al ministro della difesa ed al nerosindaco capitolino. Forse perché stavolta non sono stati gli autonomi a compiere il buon gesto.
4: un baciamano ci sta sempre. Stavolta è toccato a quell’immonda famiglia reale che ci ha regalato quasi un secolo di sofferenza e povertà.
5: la patria ci fa comunque felici. Sempre. Infatti capita che un soldato rimasto sulla sedia a rotelle in una delle nostre merdose missioni militari, sentitamente ringrazia in diretta sui tiggì nazionali. Humor nero. Ma dove cazzo l’hanno trovato uno così?
Visto questo ho spento tutto. Per fortuna pioveva. Ho dormito a lungo e non sono uscito tutto il giorno. Mi sono fatto una grande scopata e poi ho sentito l’ultimo ciddì dei Theatres des vampire. Prometto che nei prossimi giorni troverò maniera di postarlo.