venerdì 11 febbraio 2011

THIN LIZZY - VAGABONDS OF THE WESTERN WORLD
Sono un predestinato, come noto anche a starvi sul culo e a rompervi i coglioni. Però, voi, bestioline care, un po’ collaborazione me la potreste pure dare.
E invece niente...
Così mi accorgo solo oggi che il 6 febbraio (!) è passato agli inferi il grande Gary Moore.
E che nessuno di voi mi aveva detto un cazzo!
Vaffanculo, tocca fare tutto da solo e non resta che porgere solo oggi le debite condoglianze alla signora. E, come sempre, svolgerò questi doveri funebri a modo mio. Così stasera prenderò una Guinness dal frigo classe A++ e metterò su questo CD dei Thin Lizzy, il mio preferito nonostante non sia considerato il migliore dalla critica di settore.
I Lizzy perché, a dire il vero, io il Gary Moore solista non l’ho mai troppo gradito. Certamente bravo ma esageratamente pulito e troppo preciso, come il ragioniere che abita nell’appartamento affianco al mio e che ogni mattina passa l’aspirapolvere sullo zerbino. Meglio i Lizzy!
Che se non fossero campati non avremmo mai potuto ascoltare Iron Maiden, Motor Head e neppure James Hetfield che urla Whisky in the jar!
Quei Lizzy che non erano soltanto quattro variopinti beoni come ogni irlandese che si rispetti ma un vero e proprio argine culturale e sociale in un luogo ed in un momento in cui dominavano solo odi razziali e religiosi.
Io compiango solo il fatto che la Guinness in bottiglia fa proprio cagare…
Ma tu puoi scartavetrare da qui.




Thin Lizzy