venerdì 4 febbraio 2011

2 DRITTE DATE AL GINO
Stamattina vado al cesso dell’ufficio. Evacuo con gran soddisfazione. Mi sciacquo le mani e le butto sotto quella specie di cazzo di phon che alla fine te le lascia sempre bagnate.
E arriva il Gino. Un collega, che, mentre si mette ad utilizzare il lavabo affianco, mi pone questo improponibile quesito: ma come sono le donne francesi? Bbboone?
Ed io non so perché, ma pur sorpreso dalla banal domanda perché in fondo non è che si stia parlando di panda in via di estinzione, mi metto ad abbozzare una risposta cortese.
Lo so. Mi direte che sono troppo gentile. Ma sembra che non ci sia un cazzo da fare.
Così parto dalla geografia. La Francia, come noto, sta al centro del continente. Ovvio quindi che una vera e propria razza francese non esista più perché è stata completamente contaminata da normanni, romani, baschi, bretoni, catalani, olandesi, alsaziani, occitani, maghrebini e caraibici.
Quindi c’è tutta una molteplicità di fica diversa. Un vero paradiso. Un ottimo esempio di buona globalizzazione. Però, in sintesi, si può dire che nel nord-est del paese trovi il ceppo alemanno (non il sindaco! Sob!), ossia belle crucche bionde con piccole tette ma tanti tanti centimetri al garrese. Nel nord-ovest, invece, ci sono i celti. Quindi fichissime ed abbondanti lentiggini che sembrano cieli stellati e pelli quasi di carta velina. Invece, nel sud, trovi una bellezza per lo più latina, stupefacenti more, grandi seni e labbra sempre gonfie.
Ma, caro amico mio, ora che conosci tutti questi utilissimi dettagli per le tue prossime vacanze in TGV, te ne aggiungo ancora uno che ti farà sicuramente allupare come l’ultimo film di Eva Grimaldi. Effettivamente è un qualcosa di cui ti accorgi solo quando non sei più francese. Ed è quella cazzo di erre moscia che sa tanto di pompa ben fatta. Quella si che ti fa veramente girare la testa. E ce l’hanno proprio tutte. Ed io certifico.