martedì 25 gennaio 2011

DYING FETUS - PURIFICATION THROUGH VIOLENCE
Questo disco dei Dying Fetus non è affatto una novità, risale al 1996, e non inganni quindi la data riportata nel link che sto per postare che è stata attualizzata solo perché in questi giorni è uscita una ristampa di questo vecchio lavoro.
Segnalo soltanto che questa nuova pubblicazione ha integrato l’originale con alcune chicche (un paio di live e una cover dei Napalm Death) che rendono il disco ancora più appetibile di quanto già non fosse.
L’occasione di parlarne ancora, però, c’è, eccome. Voi leggete? Vi guardate attorno? Vi informate? Se la vostra risposta è affermativa vi sarete resi conto che stanno infiammando tutti gli angoli “democratici” del mondo. Prima abbiamo visto bruciare la vecchia Europa, Atene, Londra e un po’ di casino l’abbiamo fatto pure noi che, di norma, siamo mansueti come mici. Poi hanno incominciato ad incendiarsi le cosiddette oasi occidentalizzate di quelle regioni considerate canaglia. Così assistiamo alla rivolta di Tirana e a quella della sola riconosciuta perla democratica del Maghreb, ossia Tunisi. Intanto il terrorismo si è spinto fino a Mosca, segno che forse qualcuno stava meglio quando si stava peggio e che le moderne democrazie probabilmente non sono la soluzione.
Dunque la storia rimane inevitabilmente una storia di lotta di classe. E la lotta, per fortuna, continua. Per questo è attuale sentire la voce bassa e rantolante di Gallagher e quella urlata di Netherton che ci ricordano che l’unica purificazione possibile resta la violenza.
E non ditemi di essere gandhiani. Il pacifismo perde sempre e Gandhi avrà pur vinto una battaglia ma subito dopo lo hanno ammazzato.
Pesca da qui.