venerdì 21 gennaio 2011

CHE GUEVARA DEL MAGHREB
Chissà se qualcuno si ricorda il turpe libercolo promozionale che ci fece spedire a casa all’atto della sua scesa in campo e della nostra contemporanea discesa agli inferi. C’era un passaggio che, su tutti, era davvero notevole per ingegno e falsità. Quello in cui descriveva una storia di corna e un divorzio da miliardi di lire di alimenti nella metamorfosi di un “amore in una fantastica amicizia con alla base la condivisione dell’amore per i figli”.
Questo per dire che il nano le cose ce le ha sempre fatte vedere ma in maniera diversa. E noi così le abbiamo guardate e viste. Lui ha sempre usato l’arma della menzogna e noi, idioti, l’abbiamo sempre creduta. Ma sul fatto che siamo un popoli di coglioni non c’è dubbio. Ci si può sempre contare. E lui lo sa. Così pure adesso ci prova ancora a mettercelo al culo.
Ma stavolta c’è una grandissima novità che prima non c’era mai stata. Un particolare per lui inedito e che non ha abitudine a gestirsi. Un qualcosa che probabilmente lo farà saltare a cazzo per aria per sempre. E la decisione è presa, definitiva. Non è ritraibile. Perché ieri l’istituzione che da sempre governa il paese, la chiesa cattolica, lo ha scaricato come se fosse una scorreggia trattenuta troppo a lungo.
È arrivato il momento in cui si sono fatti definitivamente rodere il culo. Passi tutto. E tutto è davvero passato. Ma essersi inculato una minorenne no. Non è cosa molto gradita.
Così, ascoltate a me. È ormai solo questione di tempo e di modo ma ormai ha terra bruciata attorno e ce lo stiamo finalmente togliendo dai coglioni.
Però è triste che accada solo perché lo vuole il clero. Ci resta solo il gusto per un’osanna a quel fantastico culo targato Maghreb. Il nostro solo Che Guevara. L’effige del trionfo della nostra rivolta. La nostra porno-riscossa. Ed io che l’avevo sempre detto che solo il culo ci poteva salvare…