giovedì 20 gennaio 2011

DISCHARGE - THE NIGHTMARE CONTINUES
Quando si formarono i Discharge io mi nutrivo ancora di tetta. Forse gradivo pure i Plasmon e di certo mangiavo anche qualche merdoso omogeneizzato ma la tetta era inevitabilmente la mia preferita. È dunque evidente che il post di oggi potrebbe sembrare un po’ tardivo e di certo molto retrò se non fosse che i lavori dei Discharge, a metà tra l’hardcore ed il trash metal, rappresentano qualcosa di ancora estremamente attuale, soprattutto per i loro contenuti sociali.
Infatti, anche se le mascherano da missioni di pace, le guerre generano ancora quotidiani cadaveri. La fame stritola ancora tanti angoli di mondo. Ed ogni giorno qualcuno crepa ancora in fabbrica.
Ciò che ci distingue da quei tempi, però, è che più di allora assistiamo alla quotidiana depredazione dei nostri diritti ormai sempre più miseri.
Aggiungiamoci pure qualche merdoso incosciente che si è messo in testa di far proliferare di nuovo il nucleare e che ci faccia vedere partite a scacchi dove il bianco è favorevole ed il nero contrario… ed insomma, tutto è come allora ma la pubblicità subliminale e la propaganda sono diventate più efficaci e mortali.
Così, come allora, noi siamo solo le vittime. Per lo più inermi perché non abbiamo più eroi visto che quei pochi che hanno provato ad esserlo o li uccidono o li mettono dentro per sempre. Ed in assenza di genio, ormai svenduto sulle piazze del mercato, cerchiamo santi in cazzute religioni che sono solo uno strumento di asservimento alla politica.
Ecco perché i Discharge sono ancora attuali. Perché il nostro incubo continua e dobbiamo almeno saperlo.
Cuccalo qui.