lunedì 31 ottobre 2011

MARILYN MANSON - ANTICHRIST SUPERSTAR
Nel 1998 vivevo in una piccola palazzina dove conoscevo tutti ma nessuno conosceva me. Infatti, abitando in un minuscolo appartamento all’attico, io vedevo le mosse di ogni condomino ma non socializzavo mai con loro, perché stavo spesso fuori casa e, solo di rado, capitava che qualcuno mi salutasse incontrandomi. Più frequentemente, incrociandomi, tutti giravano la testa. Che forse io ero quel tipo strano che viveva da solo. Che ogni tanto portava a casa una donna. Che forse era un poco di buono. Che non si sapeva niente. E così mi stavano alla larga. Ed era molto raro che qualcuno suonasse il mio campanello.
Ma la sera di Halloween… drinnn!! Chi cazzo è? E si presentano alla mia porta un bambino e una bambina. Dolcetto o scherzetto? Con quelle voci bianche mi volevano fottere, pensai. Perché a me piace il salato ed era evidente che non avessi dolcetti in casa ma solo scatole di tonno e di Simmenthal. E, poiché quando ero piccolo io Halloween non si faceva, siccome non sapevo che cazzo potesse essere lo scherzetto, mi giocai il jolly. Non è che vi va un panino col salame? Ok. Tagliai tre rosette, le imbottii per bene e ci mettemmo a mangiare quel panino sul divano. Tutti e tre. E mi fecero un interrogatorio che nemmeno a Guantanamo. Chi sei. Cosa fai. Perché stai da solo. Alla fine del panino la ragazzina ci lasciò. Che c’aveva da fare. Ma il ragazzino diventò mio amico. Si scolò una Fanta e gli feci ascoltare Marilyn Manson, che i bambini vanno educati da subito. E infatti gli piacque. Nei giorni successivi, invece, io scoprii che mi piaceva sua madre. Che era la gnocchetta di gran lusso del 3° piano. E allora si che si cominciò a socializzare come piaceva a me. Che scopava mica male la signora. Solo che era la moglie di uno sbirro. E quindi bisognava andarci cauti. Così smisi di far sentire musica demoniaca al loro pargolo. Ma Antichrist lo mettevo ogni volta che la madama saliva su di sopra. E mi sembrava che gradisse il pacchetto completo. Come no. Tanto è vero che per liberarmene dovetti aspettare sei mesi. Il tempo di trovare un lavoro in un’altra città. E fare un nuovo trasloco.
Detto questo, ed in attesa di Born Villain, sentite qua.




domenica 30 ottobre 2011

Polarized
(Carlo Regadas/Bill Steer/Jeffrey Walker)

Non voglio il tuo numero
Non voglio il tuo nome
Non voglio il tuo colore
Non voglio le tue idee sulla politica
Non voglio le tue ragioni
Non credo a ciò in cui credi
Non voglio indossare il tuo emblema
Non voglio il tuo culto o setta
Non voglio la tua fede
Non voglio il tuo rispetto
Non voglio il tuo amore
Non voglio il tuo elogio
Non voglio la tua stupida moda
Non voglio il tuo aspetto
Polarizzato,
dimmi che colori indossi
e le tue convinzioni, polarizzate
Non m’importa di ciò che importa a te
Non m’importa di ciò che importa a te