mercoledì 22 dicembre 2010

BOMBE E NON BOMBA
Italietta nostra è affetta da un male incurabile. Un cancro che non sarà mai estirpato. Una malattia che striscia sotto la pelle e che ti divora piano piano. Una metastasi esplosiva. Letale. Il mal di bomba.
È cosi che ogni volta che per le strade si comincia a manifestare un dissenso, un’entità poco nota solo agli occhi più superficiali comincia a piazzare tritolo e affinità varie in luoghi di grande frequentazione civile. Per spaventare. Per creare alibi repressivi. Per gettare merda su legittimi movimenti di protesta.
Gli obiettivi sono sempre i soliti. Banche. Treni. Metropolitane e piazze. Ovunque si aggirino persone comuni, e ovunque non ci siano loro.
Bella forza eh? Uno stato che ammazza la sua gente… è stato solo un avvertimento, si dice. È stata solo un’anteprima di quello che succederà tra poco, sostengo io.
E non c’entra un cazzo, ma intanto ieri è morto Bearzot. E sono passate alla televisione le immagini del famoso scopone in aereo dopo la vittoria mundial del 1982. Il CT e Causio contro Zoff e Pertini. Uomini. Ma dove sono finiti? Esuliamo da tutta la merda che bazzica adesso il mondo della politica e nemmeno confrontiamola con il grande Presidente. Ma anche i calciatori… ora abbiamo solo cassani e balotelli. Abbiamo solo merda. Pura merda.
Così restiamo in attesa della bomba vera, magari pensando ad altre bombe.
Quelle della Federica.