giovedì 18 novembre 2010

NUOVE CENSURE E NUOVE PRATICHE: IL POMPY-NO
Non sono diventato completamente coglione.
È che tocca scriverlo così per aggirare il grande fratello.
Nelle aziende di un livello vengono infatti installati dei software che, a livello di sistema, inibiscono l’accesso a siti pornografici, chat, downloads e cazzate varie.
Ora, io capisco che sei stai lavorando tu non ti debba trastullare il pisello sul web, ma come per ogni soluzione che si rispetti, il problema andrebbe risolto ed affrontato in maniera furba. Invece, visto che per trovare un po’ di intelligenza bisogna andare sul pianeta Bajor, capita di poter accedere a siti potentemente hard ma, se ti permetti di scrivere su un post come questo certe paroline appena appena pruriginose, l’accesso al tuo stesso scritto ti viene nel seguito impedito.
Il caso in questione è quello delle spammate del Websense, un programmino cazzuto con cui giornalmente mi trovo a dover fari i conti, sovente soccombendogli. Per Websense il pompY-no è interedetto!
Eppure chiunque abbia un fallo non può che gradirlo. Non per niente è una delle pratiche sessuali più ricorrenti. Per ciò esiste. Per questo lo si fa. Ma evidentemente non se ne può parlare. O meglio, non se ne può scrivere.
E allora, viva il pompY-no! La produttività aziendale resta alta, l’immagine e le responsabilità dell’impresa illibate.