lunedì 15 novembre 2010

L’AMORE AI TEMPI DEL COLERA PART. 2
Prevedibile come le piattole per un puttaniere, ad Haiti è arrivato il colera.
Ed era ovvio, scontato che ciò accadesse. D’altronde, se non si fa un cazzo per mesi, se si riempiono i tiggì per pochi giorni dopo la sciagura e poi ci si dimentica di tutto dopo aver venduto ogni pena ed ogni dolore, questo di norma fanno povertà, degrado e miseria. Generano malattia e morte.
Ed in questo momento, solo ora, il grande beatificatore scende in campo, esprimendo dal suo pulpito domenicale tutta la sua vicinanza alle care popolazioni di Haiti.
Adesso si che il colera sarà debellato! Ora si che le baracche diventeranno cottage ed i mercati saranno di nuovo colmi di alimenti!
La vicinanza. Davvero un grande il papino nostro! Come non averci pensato prima? In fondo c’è la crisi, la vicinanza non costa un cazzo ed i denari non abbondano.
Ma quelli dell’8 per mille che dovrebbero essere usati per queste cause e non per pagare gli stipendi al clero? O quelli che ti servono per quel cazzo di ospedale (in futuro privato, per ora abusivo) che stai edificando nei pressi della basilica di San Paolo riempiendo di cemento un sito Unesco? Non andavano bene?
Che il tuo dio ti fulmini, bastardo.