venerdì 12 novembre 2010

LONDON CALLING 2010
In un momento di merda come questo sarebbe legittimo attendersi che ci sia qualcuno un po’ incazzato e che abbia voglia di far casino.
Io aderisco alla fazione degli incazzati, sicuro, ma è evidente che il “non fidarti di nessuno che abbia più di trent’anni” era un motto reale, veritiero, e poiché la fatidica soglia l’ho ben passata ora so bene che a quell’età non hai più il fisico per la rivoluzione.
Ma chi ha vent’anni ha il diritto e pure il dovere di lottare, anche per noi.
Ed invece abbiamo visto bruciare Lione e Parigi, abbiamo assistito all’incendio di Atene e ad una Barcellona aggressiva e sovversiva più che mai, abbiamo infine apprezzato una Londra che a tratti sembrava tornata ad essere quella degli anni settanta. Ma non abbiamo mai visto i nostri baldi giovani.
E credetemi che mi disgusta doverli criticare. Vorrei volergli bene ma non ci riesco almeno finché non si sveglieranno da questa anestesia mortale.
Possibile gli vada a genio un mondo del cazzo come questo? Possibile che non covino il desiderio di scendere in piazza e spaccare tutto?
Ma cazzo, hanno vent’anni ed hanno solo studi aperti, due veline che sculettano e la moglie di un Costanzo che un po’ fa piangere e un po’ fa ridere.
Londra sta chiamando. Cercasi qualcuno risponda, please.