giovedì 6 maggio 2010

NON LIBERA RETE IN NON LIBERO STATO
Maledetti bastardi. Figli di un’inculata dolorosa. Infami!
…reload…
un tempo avevo un blog su Libero, un ambiente di merda in cui mi ero ritrovato quasi per caso e sul quale avevo deciso di aprire un mio spazio, per straparlare, per stramaledire e via dicendo. Dopo quasi due anni di attività blogghistica venni censurato, cancellato, vilipeso, per un paio di tette, due culi e un pochettino di sana figa!
Così sono emigrato. O meglio, son tornato laddove ero partito, oltralpe, aprendo un blog su Canalblog, ossia su una piazza libera in un paese ben più libero della nostra mediocre Italia.
Lì nacqui il 1° febbraio 2008. E lì sono morto ieri. Posso onorarmi d’essere sopravvissuto per più di due anni ma, alla fine, anche i migliori se ne vanno. Perché mi hanno purgato i francesi??? No. Giammai. Anzi!
Sono stati di nuovo gli italiani… spam, firewall, inabilità all’accesso, merdosissimi websenses… vi prendesse il colera, merde!
Siamo d’accordo che pluralismo e libertà siano lussi da paesi democratici quali non siamo. Ma io questa stronzata non l’accetto perché, soprattutto in questo merdaio dove governa il guru della pubblicità per materassi, internet è un diritto inalienabile che solo in Cina viene represso tanto quanto da noi.
Io credo che la rete sia il solo strumento che ci resta per far sentire la nostra voce in uno buco di culo di posto come questo dove stiamo vivendo. Quindi non mi ruberete questa opportunità. Io mi clono, mi duplico, mi triplico, dalle mie costole sprizzerà ancora merda a volontà e troverò sempre un posto dove andare. A stramaledirvi.
E per ora sono qui, che, cazzo, ve lo siete dimenticati!
Avviso ai naviganti: questo è il mio primo post, potrebbe essere l’ultimo.