giovedì 22 aprile 2010

AEROSMITH - TOYS IN THE ATTIC
Avrebbe potuto scappare in capo al mondo ma io l’avrei raggiunta, a piedi o in bicicletta. E non mi riferisco ad un fenomeno di stalking ante litteram, sto parlando della maghebina dagli occhi blu, un bastarda come me in quel di Panier, il primo grande amore, quello che è vero che non si scorda mai.
Io ero mezzo italiano, lei una mezza algerina, e ci conoscevamo da anni, culo e camicia da giovanissimi (culo lei, camicia io…), poi coppietta felice perché insieme impazzivamo, giorno e notte, estate ed inverno, finché suo padre non partì per Perpignan, per una questione di lavoro, portandosela via e lasciandomi con questa spina conficcata nel miocardio.
Cazzo di Kaddour, l’avevo davvero odiato a quei tempi, finché non si accorse del grande torto e decise di regalarmi una vecchia moto 125 cc, una Honda di merda che però funzionava mica male, e su cui io sfrecciavo per chilometri, verso la mia regina d’Africa, ogni volta che potevo. Di giorno. Al buio. Col caldo e col freddo. E con un walkman che mi batteva il tempo sulla strada.
Una sera, andando, avevo un tape degli Aerosmith. Era Toys in the Attic e stava suonando Sweet Emotion. E fu un viaggio meraviglioso. E una notte piena di stelle. Di occhi. E di pelle.
Ed anche se leggo ora che questo disco è del 1975, anche se Fatima ha due figli, tanti dolori e dei falsi amori, anche se nulla sarà più quello di allora, i suoi occhi sono ancora una luce vera. E Sweet Emotion suona ogni volta per noi.
Emozioni qui.