lunedì 23 novembre 2009

NON TOCCATEMI I MAYA
21 dicembre 2012, ossia la fine del mondo. Qualche coglione ci crede e lasciamolo fare, anzi, speriamo che il suo mondo finisca davvero e che magari s’interrompa prima di quella data. Altre teste sgombre non ci credono affatto, ci giocano solo per parlare di qualcosa perché altrimenti non saprebbero che cazzo dire. Sono vuoti da non rendere. Ma altri,invece, ci confidano, forse pure io, anche se, disillusi, sappiamo bene che non accadrà un fottutissimo nulla.
Ma una cosa su tutte mi fa seriamente incazzare e non la posso tollerare, ossia attribuire tale immane stronzata, le nostre paure, i nostri slogan televisivi, al glorioso popolo Maya. A loro, che sono campati circa 3500 anni fa, che avevano due coglioni grossi come cocomeri salentini in piena maturazione, con regole di vita spicce e condivisibili per cui ogni idiota del nostro tempo sarebbe stato lapidato sui loro altari.
Portate rispetto per favore. Non toccatemi i Maya. Gente coi controcazzi veri. Non ciarlatani del mistero come taluni ex cantanti da piano bar. Gente fiera, fino in fondo, visto che ancora oggi danno filo da torcere ai fascismi appoggiando l'esercito zapatista.
E comunque sia, state tranquilli. Il mondo finirà davvero, non in quella data, ovvio. Ma la fine del mondo è cosa seria, uno spettacolo imperdibile, un grande e per taluni lieto evento. E volete che tale spettacolo il grande disordinatore lo abbia organizzato per noi?
Diciamoci tutta la verità, siamo merde troppo grandi per meritarcelo. Verranno generazioni migliori della nostra che se lo godranno in prima fila.