giovedì 5 novembre 2009

THE WALL 20
Oggi voglio giocare d’anticipo come il migliore dei terzini. E voglio essere il primo ad intercettare la palla, o meglio, le palle, che i centravanti in doppiopetto blu stanno per proiettare verso la nostra porta ormai sguarnita.
Come noto, sta per scoccare il ventennale della caduta del muro di Berlino, e ci dovremo succhiare, immancabilmente, le fottute celebrazioni del vincitore a memoria d’un vinto ormai umiliato ed offeso. È il gioco della storia, che tuttavia viene scritta solo da chi resta, dimentica del bene e soltanto memore del male.
Non sarò io a decantare le lodi del socialismo reale che, pur così distante dalle idee marxista e leninista, ha anch’esso rappresentato qualcosa di buono. La cortina di ferro ha impedito per anni la diffusione dei mali d’occidente verso oriente ma non sta nemmeno a me far memoria di queste cose per le quali non ho diritto alcuno di essere portavoce.
Mi limito soltanto a dire che, fra qualche giorno, a piazza di Spagna, tra i palazzi della nobiltà romana, ci sarà l’italica commemorazione dell’evento. E mi domando: ma che cazzo vi commemorate? Che cazzo c’entrate voi col muro di Berlino?
Neri come la pece, tristi, con fessure invece che labbra, siete sempre pronti e solerti a salire sul carro del vincitore ma io vi suggerisco di farvi i cazzi vostri, almeno una volta. O di pensare ai vostri muri, a quelli di Tor Bella Monaca e del Laurentino 38, al CPT di Ponte Galeria e a tutte la merda che avete sparso in giro per la città.
E se non avete voglia di pensarci perché anche il capitalismo reale un bel pensiero non è, salite in groppa a un altro muro, quello vaticano, e lì fatevi una bella sega rilassante. Stronzi.