venerdì 25 settembre 2009

NIRVANA - NEVERMIND
Era il 1991 e s’era giovani implumi e stolti. Ascoltavamo la musica dei nostri fratelli più grandi, d’una sorella nel mio caso, e tutto sommato ci piaceva. Iron Maiden, Clash, Ramones, tutto quanto il panorama rock/metal/reggae/punk/indie allora ci forniva o aveva appena smesso di fornirci, ma ci mancava qualcosa di nostro. Qualcosa che volevamo sentire come proprio della nostra generazione nascente. Quando uscì Nevermind capimmo che quello era il disco che volevamo sentire. La musica che volevamo ascoltare. Ecco, Nevermind era il simbolo di quello che eravamo. E di quello che siamo pure ora.
Poi, un giorno, quel faccia da culo di Kurt è andato ad ammazzarsi. Io piansi addirittura, ci scrissi persino un pezzo. Ma merda, adesso avevamo un morto pure noi. E che cazzo di disco ci aveva lasciato. La copertina col cucciolo adescato dal dio denaro, testi colmi di dolore e zeppi d’amore, suoni oltre il muro del suono e la potenza d’un ballo nuovo.
Era doveroso aprire questa sezione con Nevermind.
Se vuoi sentirlo... acciuffalo qui.