giovedì 3 settembre 2009

IL GRAN VISIR DI TUTTI I COGLIONI
Sono lusingato e non trovo parole consone. Il gran visir di tutti i coglioni ha scialacquato un po’ del suo pregiato tempo per scrivermi un’e-mail.
Coraggioso come pochi, arguto come un lince dell’Appennino tosco-emiliano ed incazzevole come un crotalo, non posso che amare quest’uomo e mi rammarico d'averlo contrariato col mio pezzo sul cetriolo italiano. Infatti mi apostrofa “…oltre che triviale sei pure irriconoscente, sputando nel piatto da cui ti nutri. Perché non te ne sei rimasto in Francia?”.
Ahimé, sommo gran visir, io me l’aspettavo che, presto o tardi, il mio sanguemisto mi sarebbe stato rinfacciato e avevo molte risposte pronte. Preparate. Ma tu lo sai cosa ti dico? Potrei fornirti mille ragioni per una scelta che sono stato obbligato a fare nell’età della mia scarsa ragione, senza che nessuna di queste sia effettivamente vera, sebbene convincente.
Gran visir, hai ragione tu, è stata un’enorme cazzata. La più grande della mia vita. Io lo so. Ed anche tu lo sai perché sei un veggente senza pari, il detentore d’una morale un po’ stronza ma mica per niente il gran visir d’ogni coglione!
Ti voglio bene, testa di cazzo, au revoir.