giovedì 6 agosto 2009

LA RIVOLUZIONE DELLE DONNE
Non mi garba molto pronunciarmi sull’aborto, sia perché è una scelta privata sia perché sono un uomo.
Ma, siccome tali (uomini?) dovrebbero essere pure i beccamorti d’oltre Tevere che ci stanno asfissiando il cazzo con i loro nein alla RU486, mi permetto anch’io di fare qualche considerazione! D’altronde, se apre bocca un Bagnasco che non tiene famiglia e che non dovrebbe (condizionale) aver mai messo mano su una fica fradicia o secca che sia, posso farlo pure io per maggior titolo!
La certezza è sempre la medesima: l’Italia è uno stato a sovranità limita, i limitatori sono in VaticANO ed il loro braccio sono i nostri politici, schiavi dell’invadenza della morale cattolica, della chiesa e dell’elettorato che ogni domenica l’affolla.
Ma stavolta potrebbe esserci un diversivo… e siete voi donne! Perché noi uomini qualche rivoluzione l’abbiamo già fatta, raramente l’abbiamo vinta, ed ora, sconfitti, siamo capaci solo a fare zapping, rutti enormi e fenomenali scorregge. Adesso tocca a voi! Che siete la parte migliore dell’umanità, quelle che soffrite di più, quelle adesso più coinvolte perché questo è un attacco a voi, al vostro corpo, alla vostra psiche ed alla vostra libertà! Combattete dunque, svuotate le chiese, le loro tasche, protestate e ribellatevi, imponetevi, distruggete e magari bruciate! Perché voi siete il 50% + 1 e quell’uno sono io. E vaffanculo la CEI, Bagnasco ed ogni obiettore del cazzo.