mercoledì 30 settembre 2009

a bocca aperta 
l’impennata finale 
il mio omaggio 

martedì 29 settembre 2009

RAMONES - MONDO BIZARRO
Quando decisi d’avere una moto non ci furono cazzi per nessuno e quindi nessuno mi aiutò a comprarne una. Non mi venne dato un franco e nemmeno una lira da cambiare al mercato nero in valuta più appropriata per presentarsi credibilmente da Motocom. Quindi, andai a lavorare per un’intera estate da Silver Music. Professione: commesso.
Tutti quelli che parlano del loro primo lavoro lo ricordano come un mestiere di merda. Io no. È stato il più bello che abbia mai fatto. Nessuna responsabilità. Nessuna fatica. Ed in più, ogni giorno scoprivo dischi nuovi, gruppi che non conoscevo, del passato, del trapassato e del presente. Ed ogni giorno arrivavano sballatissimi clienti grandi che sapientemente mi educavano alla severa disciplina del rock’n’roll. Passavo ore a mettere in fila tutto quel vinile. Lo ascoltavo, lo mettevo su in negozio. Bei tempi davvero. E mi pagavano pure.
Così, prima del mio rientro fra i banchi del liceo, mi comprai una moto con quel paio di "sudati" stipendi. Honda NS125, un chiodo mica da ridere che, tuttavia, mi pareva una saetta. E Clément, il titolare del negozio, mi diede pure una mancia. Questo disco. Splendido esempio di punk dell'epoca. Dee Dee se n’era già andato, ossia, era ancora vivo mi pare, ma forse s’era rotto il cazzo di stare nel gruppo. Ma non era mica il caso di andar tanto per il sottile. Io lo mettevo a palla.
E a mia madre che mi diceva “vai piano con quella moto!”, io rispondevo che mi era impossibile con sta cassetta dentro al walkman.
Se vuoi correre, sta qui.




“m’è comparsa la madonna!!”
“e dove?”
“via del corso…”
“vestitino azzurro?”
“no, minigonna di jeans”

lunedì 28 settembre 2009

“oggi vorrei essere un uccello…”
“un'aquila?”
“anche un piccione va bene…”
“ma è una bestia ignobile!”
“mi basta poter cagare in testa alla gente…”
BLACK SABBATH - PARANOID
Correva il 1971 ed io ero meno di uno spermatozoo, forse nemmeno un pensiero erotico.
Eppure so che avrei voluto esserci. Perché a quei tempi suonavano dei gruppi coi controcoglioni, gente che non si attaccava ai sampler, virtuosi dell’arte del rock, acidi, incazzati, predicatori in un mondo che forse non credeva già più alla fantasia al potere ma dove si pensava ancora che il potere potesse essere combattuto con un riff ed un pezzo di plastica nera.
Ovviamente non fu così e sappiamo che non lo sarà mai. Anzi, il mondo è peggiorato ulteriormente, Ozzy è diventato una marionetta grottesca, ed i suoni si sono fatti più duri ed atroci.
Resta il fatto che tutto è iniziato da qua. Nell’attacco del pezzo numero due.
Pescalo qui.





sabato 26 settembre 2009

OSLO: Vigelandsparken

venerdì 25 settembre 2009

NIRVANA - NEVERMIND
Era il 1991 e s’era giovani implumi e stolti. Ascoltavamo la musica dei nostri fratelli più grandi, d’una sorella nel mio caso, e tutto sommato ci piaceva. Iron Maiden, Clash, Ramones, tutto quanto il panorama rock/metal/reggae/punk/indie allora ci forniva o aveva appena smesso di fornirci, ma ci mancava qualcosa di nostro. Qualcosa che volevamo sentire come proprio della nostra generazione nascente. Quando uscì Nevermind capimmo che quello era il disco che volevamo sentire. La musica che volevamo ascoltare. Ecco, Nevermind era il simbolo di quello che eravamo. E di quello che siamo pure ora.
Poi, un giorno, quel faccia da culo di Kurt è andato ad ammazzarsi. Io piansi addirittura, ci scrissi persino un pezzo. Ma merda, adesso avevamo un morto pure noi. E che cazzo di disco ci aveva lasciato. La copertina col cucciolo adescato dal dio denaro, testi colmi di dolore e zeppi d’amore, suoni oltre il muro del suono e la potenza d’un ballo nuovo.
Era doveroso aprire questa sezione con Nevermind.
Se vuoi sentirlo... acciuffalo qui.